Cronaca locale, storie di quartiere e agende culturali
Ayoyo Giornale non pubblica in automatico e non ha una redazione che lavora a porte chiuse. Il percorso di ogni pezzo è breve ma passa da più mani: chi lo propone, chi lo verifica, chi decide dove collocarlo. Qui sotto trovi i passaggi reali, con quello che serve da una parte e quello che puoi aspettarti dall'altra.
Tutto parte da un giornalista freelance, un fotografo locale o un lettore che scrive alla redazione. Le segnalazioni arrivano dal modulo nella pagina contatti: bastano poche righe su cosa succede, dove e perché vale la pena raccontarlo. Non serve un testo pronto, serve un contesto chiaro.
La redazione controlla i fatti essenziali: chi è coinvolto, in quale quartiere, se ci sono documenti o persone da sentire. Se il tema non regge o manca la base, la proposta si ferma qui. Non c'è una risposta automatica né una garanzia di pubblicazione: la valutazione è editoriale, caso per caso.
Se il taglio è adatto alla cronaca di prossimità, il pezzo viene assegnato a uno spazio preciso: le rubriche fisse del lunedì e del venerdì, le mappe di eventi per città, lo spazio lettere o i reportage fotografici dalle province. La rubrica decide il ritmo, la lunghezza e il tipo di accompagnamento visivo.
I testi restano pensati per una lettura di tre minuti, con foto in bianco e nero che documentano il contesto senza pose. I reportage fotografici seguono tempi più lunghi, perché richiedono più sopralluoghi e una selezione attenta delle immagini. Nessun contenuto viene pubblicato senza passare dalla redazione.
Il pezzo esce nel giornale digitale del mattino, dentro la rubrica assegnata. La sera, la newsletter raccoglie tre notizie scelte a mano, senza invio automatico di tutto l'archivio. Chi vuole seguire solo alcuni temi può indicare la rubrica preferita al momento dell'iscrizione.
Non ci sono account, commenti live, abbonamenti o pubblicazione automatica. Le lettere e le segnalazioni restano uno spazio curato dalla redazione, non un canale aperto in tempo reale. Se vuoi capire come lavoriamo prima di scriverci, puoi leggere la pagina della redazione oppure vedere come sono organizzate le rubriche.
Il percorso non è automatico e non lo sarà. Una segnalazione può nascere da un giornalista freelance, da un fotografo locale o da un messaggio inviato alla redazione dalla pagina contatti. Da lì in avanti il pezzo entra in un flusso di lavoro preciso, fatto di verifiche, scelte di taglio e assegnazione a una rubrica. Chi propone un tema riceve una risposta dalla redazione, non una pubblicazione immediata.
Una storia può essere segnalata da un collaboratore, oppure arrivare come lettera o spunto dalla pagina contatti. In questa fase conta cosa succede nel quartiere e perché vale tre minuti di lettura: un cambio di gestione in una bottega, una prova aperta al pubblico, un mercato che si sposta. La redazione legge, chiede dettagli e valuta se il materiale regge.
Prima di assegnare il pezzo si controllano i fatti essenziali: chi è coinvolto, dove accade, quali sono i riferimenti utili al lettore. Non si pubblica nulla che non sia stato ricontrollato da una persona della redazione. Se il tema è troppo ampio per il formato breve, viene ridotto a un episodio concreto o rimandato.
Ogni contenuto trova posto in una delle rubriche fisse: quelle del lunedì e del venerdì, le mappe di eventi per città, lo spazio lettere curato dalla redazione. La scelta della rubrica decide anche il tono e la lunghezza del testo. I reportage fotografici dalle province seguono invece un ritmo più lento, perché richiedono tempo sul posto.
I testi restano brevi, pensati per una lettura di tre minuti, con foto in bianco e nero che documentano la scena senza posa. Il giornalista consegna il pezzo alla redazione, che rivede titolo, apertura e chiusura. Non esistono account, commenti live o pubblicazione automatica: ogni contenuto passa da qui prima di uscire.
Il pezzo pubblicato entra nel giornale digitale del mattino e, se rientra tra le tre notizie scelte a mano, compare nella newsletter serale. La redazione non promette tempi di pubblicazione garantiti: la selezione dipende dallo spazio in pagina e dall'attualità della settimana. Chi vuole seguire un tema può scrivere alla redazione e proporre un nuovo spunto.
Prima di proporre una storia o scrivere alla redazione, vale la pena chiarire come funziona il passaggio da una segnalazione alla pubblicazione. Qui sotto trovi le risposte alle domande che ci arrivano più spesso, dal tipo di materiale che serve fino a cosa aspettarsi dopo l'invio.
Le proposte arrivano da giornalisti freelance e fotografi locali che collaborano con la redazione, oppure da lettori che segnalano un fatto di cronaca di prossimità, una bottega, un appuntamento di quartiere. Non serve un profilo o un accreditamento: basta scrivere dalla pagina contatti indicando cosa è successo, dove e perché vale la pena raccontarlo.
La redazione valuta ogni segnalazione singolarmente, senza criteri automatici.Servono pochi elementi concreti: il contesto della storia, i nomi e i luoghi coinvolti, una o due persone disposte a parlare, e se possibile qualche scatto già realizzato. Non chiediamo materiale rifinito: la redazione preferisce capire il taglio prima di assegnare il pezzo a una rubrica.
Le foto documentarie in bianco e nero restano il formato privilegiato per i reportage.A seconda del taglio, una storia può entrare nella rubrica fissa del lunedì o del venerdì, nelle mappe di eventi per città, nello spazio lettere curato dalla redazione oppure nei reportage fotografici dalle province. La scelta non è automatica: dipende dal tema, dai tempi e da quanto il materiale regge una lettura breve.
Ogni contenuto passa comunque dalla redazione prima della pubblicazione.Il formato del giornale privilegia pezzi brevi, pensati per una lettura di circa tre minuti. Questo vale per la cronaca di prossimità, per le rubriche settimanali e per le schede evento. I reportage fotografici dalle province seguono invece tempi più lunghi, perché richiedono sopralluoghi e selezione delle immagini.
La lunghezza si decide insieme, in base al materiale disponibile.Non ci sono account, commenti live, abbonamenti o pagamenti, e nessun contenuto viene pubblicato in modo automatico. L'unico modulo del sito è nella pagina contatti e serve a raccogliere segnalazioni, lettere e spunti per la newsletter serale. Ogni testo e ogni immagine passano da una verifica redazionale prima di andare online.
Per dubbi su dati e contenuti puoi consultare la policy e i termini.Il sistema conferma soltanto l'accettazione tecnica della richiesta e mostra la pagina di ringraziamento. Da lì la redazione legge la segnalazione e, se il taglio è adatto, la assegna a una rubrica. Non aspettarti una conferma di pubblicazione: il percorso dipende dal tema, dai tempi e dallo spazio disponibile nel giornale.
Per parlare direttamente con la redazione scrivi a contact@ayoyo.com oppure chiama il +39 341 702 6851.Questo sito utilizza cookie tecnici per il funzionamento delle pagine e cookie di misurazione per capire come vengono lette. Puoi accettare tutti i cookie oppure rifiutare quelli non necessari. Per maggiori dettagli consulta la politica sulla riservatezza.