- Verifica delle fonti prima di scrivere
- Ogni notizia di cronaca di quartiere passa da almeno due riscontri diretti: chi ha visto, chi ha gestito la situazione, chi ha competenza sul tema. Se un dettaglio non regge, non entra nel pezzo. Se resta un dubbio, lo scriviamo nel testo invece di nasconderlo.
- Contatti tra redazione e collaboratori
- I giornalisti freelance e i fotografi locali lavorano con una traccia concordata: tema, taglio, tempi, cosa serve per chiudere il pezzo. Le indicazioni arrivano per iscritto, così restano tracciabili anche a distanza di settimane.
- Documentazione delle fasi
- Teniamo nota di cosa è stato chiesto, cosa è arrivato e cosa è stato modificato in redazione. Non è un archivio pubblico, ma serve a ricostruire il percorso di un pezzo quando un lettore chiede chiarimenti o segnala un errore.
- Riscontro con chi è coinvolto
- Prima di pubblicare una storia su una bottega, un teatro di periferia o uno spazio condiviso, chi gestisce quel luogo legge il testo nella versione che uscirà. Serve a correggere nomi, date e dettagli pratici, non a cambiare il taglio del pezzo.
- Correzioni visibili
- Quando sbagliamo, aggiorniamo il pezzo e lo segnaliamo. Non riscriviamo in silenzio e non cancelliamo la versione precedente: chi legge deve poter capire cosa è cambiato e perché.
- Comunicazione con i lettori
- Le segnalazioni che arrivano allo spazio lettere vengono lette dalla redazione. Alcune diventano spunti per un pezzo, altre ricevono una risposta diretta. Non promettiamo tempi di risposta, ma teniamo traccia di ogni messaggio ricevuto.