Cronaca locale, storie di quartiere e agende culturali
Trenta tavole raccontano città attraversate a piedi e appunti presi ai margini
La rassegna occupa tre aule di una ex scuola primaria e mette in fila trenta tavole nate da quaderni di viaggio. Gli illustratori hanno lavorato in movimento, annotando dettagli di stazioni, piazze e interni domestici senza tornare indietro a correggere.
Il percorso espositivo alterna pagine finite e fogli di lavoro, con didascalie brevi che spiegano tecniche e tempi di esecuzione. L'allestimento è pensato per una visita di mezz'ora, con panche e luce naturale nelle ore del pomeriggio.
Chi entra si trova davanti a un modo di disegnare che rinuncia alla correzione: quello che resta sul foglio è quello che l'occhio ha visto in quel momento, con le imprecisioni che ne fanno parte. Le tre aule non seguono un ordine cronologico, ma tematico: prima le stazioni e i mezzi, poi le piazze, infine gli interni domestici, quelli disegnati di sera con la luce della lampada.
Le didascalie indicano anche quanto è durata ogni sessione di disegno, un dato che di solito non si vede in mostra e che qui diventa parte del racconto. Alcuni fogli di lavoro sono appesi accanto alla tavola finita, per mostrare le prove scartate e le scelte fatte sul momento.
Per chi vuole continuare a leggere storie di mestieri e spazi di quartiere, la redazione ha pubblicato anche un pezzo sulla bottega del vetro soffiato che lavora ancora in via Sacco.
Leggi il pezzo sulla bottega del vetro soffiato Sfoglia gli altri approfondimenti del giornale
Trenta tavole raccontano città attraversate a piedi e appunti presi ai margini. Le tre aule dell'ex scuola primaria ospitano pagine finite e fogli di lavoro, con didascalie brevi su tecniche e tempi di esecuzione.
Le tavole appese qui sono arrivate a matita e inchiostro, senza ritocchi digitali. Ogni foglio riporta la data accanto al disegno, così si vede quanto tempo è passato tra un appunto e la versione definitiva.
Qui sono esposti i quaderni veri, con le pagine stropicciate e le annotazioni a margine. Gli illustratori hanno lavorato in movimento, tra stazioni e piazze, senza tornare indietro a correggere gli errori.
L'ultima sala raccoglie i disegni fatti in casa, con dettagli di tavoli, sedie e finestre. Le panche sono posizionate sotto le finestre, dove la luce naturale del pomeriggio rende più leggibili i tratti a matita.
L'allestimento è pensato per una visita breve: si entra, si attraversano le tre aule e si esce dall'ingresso laterale. Le didascalie restano essenziali, con il nome della tecnica e il tempo di esecuzione di ogni tavola.
Per segnalare una mostra o scrivere alla redazione si usa il modulo nella pagina contatti. Le lettere selezionate vengono pubblicate in forma breve, senza thread pubblici e senza account.
Questo sito utilizza cookie tecnici per il funzionamento delle pagine e cookie di misurazione per capire come vengono lette. Puoi accettare tutti i cookie oppure rifiutare quelli non necessari. Per maggiori dettagli consulta la politica sulla riservatezza.